La fine e l’inizio

eluanaE’ finita! E’ morta questa sera. Ha sofferto? Non ha percepito niente di tutto quello che le è accaduto? Nessuno può dirlo con certezza, ma proprio per questo motivo avrebbe dovuto essere applicato un semplicissimo principio di precauzione: nel dubbio la scelta va a favore della vita. 

Ci sono delle domande che si affastellano nella mia mente: perchè questa pervicacia per ottenere il riconoscimento legale di una scelta presa? Perchè il rifiuto di sottoporla ad esami che avrebbero potuto individuare un’attività cerebrale? Perchè suo padre non ha mai voluto accogliere le testimonianze di tantissimi altri genitori che si trovano nelle sue condizioni e compiono scelte diverse? Perchè accelerare il “protocollo” di sospensione dell’alimentazione proprio mentre il governo si affrettava per impedirlo? Perchè farla morire di fame e sete? Perchè – quest’ultimo interrogativo risulta molto inquietante – l’agonia è durata solo 4 giorni, mentre i medici prevedevano che sarebbe stata più lunga? 

No, non è finita! Questo potrebbe essere solo l’inizio. Anzi, tutto è stato fatto in modo che questo sia l’inizio. Perchè anche il nostro amato paese possa entrare nel novero degli stati “civilizzati” in cui si possa concedere una morte pietosa e dignitosa a chi si vuole. Perchè anche in Italia si possa fare una legge sull’eutanasia. Perchè anche da noi si possa dare la “dolce morte”. E questa battaglia è stata portata avanti da coloro che, una volta vintala, hanno chiesto a gran voce rispetto e silenzio. 

Quello che io ho visto è che una ragazza gravemente disabile è stata uccisa privandola dell’acqua e del cibo. Tutto il resto sono solo chiacchiere e giustificazioni.

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4 Comments on “La fine e l’inizio”

  1. tiberio Says:

    Vorrei le leggeste questa intervista che ha rilasciato una giornalisa Rai che domenica ha avuto modo di vedere Eluana e ha descritto le sue vere condizioni e il suo aspetto odierno e la sofferenza del corpo e non pensare alle foto che vediamo in giro di una ragazza piena di vita la cui vita si è fermata 17 anni fa e non ieri.
    “Eluana – ha raccontato Marinella Chirico – era esattamente così come si può immaginare possa essere una donna in stato vegetativo da 17 anni: assolutamente irriconoscibile rispetto alle foto che si vedono. Una donna completamente immobile, che gli infermieri e i sanitari erano costretti a spostare ogni due ore per evitare che il corpo si piagasse. Le orecchie avevano delle lesioni perché l’unica parte che non si poteva tutelare era questa. Era una situazione devastante, emotivamente molto forte l’impatto. Domenica pomeriggio, accompagnata dal dottor De Monte, sono entrato nella cameretta di Eluana. Siamo rimasti lì quasi tre ore. Ci sono state le cure, c’è stata anche la visita di un ispettore, come previsto dal protocollo”.

  2. jacopog Says:

    Vale quanto ho detto nella risposta all’altro tuo commento: se introduciamo il principio di distinzione tra essere umano e persona, se facciamo passare il concetto che possano esistere delle categorie che non godono del diritto all’esistenza, allora tutto è perduto per questa umanità.

  3. Emy Says:

    Il problema, o meglio la realtà dei fatti é che in Italia c’è una parte laica che ha bisogno che il parlamento le garantisca il diritto di scelta in questo tipo di situazione, adottando un’adeguata legge in merito. La dottrina religiosa é rivolta ai cristiani, le leggi sono rivolte ai cristiani e ai laici. Sta poi ad un cristiano preservare la vita e ad un laico scegliere eventualmente la morte, ma la legge deve garantire la libertà di poter scegliere, il diritto di poter scegliere in base alle proprie convinzioni: lo stato di diritto. Il libero arbitrio é alla base della religione cristiana, la libertà é alla base della vita stessa. La Chiesa può intervenire con un appello al valore della vita che Lei stessa considera sacro e da preservare in tutte le sue forme, ma rimane un appello che, sebbene volto a tutta la comunità, verrà accolto soltanto da quella cristiana. La Chiesa é la madre dei cristiani da un punto di vista pratico (sebbene teoricamente la visione della stessa possa essere estesa ad un concetto più universale) e il Suo appello va ai fedeli in primis. Il giudizio di Dio e della Chiesa su un’eventuale scelta é imprescindibile, ma il diritto a quella scelta deve essere garantito dallo Stato.

  4. jacopog Says:

    Grazie Emy per il tuo contributo.
    Ti risponderò tra pochissimo con il prossimo post.


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