Libertà (?) di scelta
Emy, nel suo commento, dice:
Il problema, o meglio la realtà dei fatti é che in Italia c’è una parte laica che ha bisogno che il parlamento le garantisca il diritto di scelta in questo tipo di situazione, adottando un’adeguata legge in merito. La dottrina religiosa é rivolta ai cristiani, le leggi sono rivolte ai cristiani e ai laici. Sta poi ad un cristiano preservare la vita e ad un laico scegliere eventualmente la morte, ma la legge deve garantire la libertà di poter scegliere, il diritto di poter scegliere in base alle proprie convinzioni: lo stato di diritto. Il libero arbitrio é alla base della religione cristiana, la libertà é alla base della vita stessa. La Chiesa può intervenire con un appello al valore della vita che Lei stessa considera sacro e da preservare in tutte le sue forme, ma rimane un appello che, sebbene volto a tutta la comunità, verrà accolto soltanto da quella cristiana. La Chiesa é la madre dei cristiani da un punto di vista pratico (sebbene teoricamente la visione della stessa possa essere estesa ad un concetto più universale) e il Suo appello va ai fedeli in primis. Il giudizio di Dio e della Chiesa su un’eventuale scelta é imprescindibile, ma il diritto a quella scelta deve essere garantito dallo Stato.
Premesso che nel caso di Eluana sia stata commessa un’enorme forzatura di qualunque principio di libertà e scelta, andando a ricostruire la sua volontà a posteriori e sulla base di testimonianze, cosa che qualunque proposta di legge sul testamento biologico non prevede, penso che nel caso più generale non sia possibile decidere, in un momento di salute, cosa voler fare della propria vita in un momento drammatico di infermità. Questo perchè i convincimenti personali e la scala di valori possono cambiare (e cambiano!), le scelte fatte in un determinato momento possono mutare, i percorsi personali possono portare a maturare decisioni diverse. Come sapere se la scelta che una persona compie oggi non possa essere stravolta quando quella stessa persona si troverà in una situazione di bisogno estremo e qualunque barlume di speranza potrà portarla ad attaccarsi tenacemente ad una vita che prima non riteneva “degna di essere vissuta”? Quale libertà si può ravvisare nell’ingabbiare tutta la propria vita in una scelta che è lungi dall’essere pienamente libera, ma che congela la propria visione di un momento, costringendo coloro che ne avranno la terribile responsabilità ad agire contro la nostra persona.
Mi spaventa molto tutto questo affannarsi del mondo politico intorno ad una legge sul “fine vita” (che è solo un eufemismo di bassa lega per dire “morte”), perchè rischia di produrre di fatto una legalizzazione del suicidio assistito di stato, idea che io rigetto dalle fondamenta.
Inoltre, per ciò che riguarda l’insegnamento della Chiesa, non si può dimenticare che anche il legislatore può essere cristiano o comunque può aderire ai principi morali promossi dalla Chiesa e, senza scandalo, è libero di recepire delle indicazioni che, per quanto mi riguarda, considero discendere direttamente dalla legge naturale donata da Dio all’uomo e quindi valida e “buona” per tutti gli uomini, cristiani e non. Una legge che permette alla creautura umana la sua piena realizzazione e la sua felicità. Non è difficile ravvisarne moltissimi esempi nei tanti malati, disabili anche gravissimi, che vivono la loro condizione in pace e sono fari di luce per coloro che li assistono.
Come al solito ogni commento è benvenuto.
Tags: chiesa, eluana, englaro, laicismo, liberta, politica, scelta, speranza
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11 febbraio 2009 at 17:48
I percorsi personali possono certamente cambiare e senza ombra di dubbio portare a decisioni diverse, ma in questo caso Eluana non ha potuto maturare alcun percorso, tanto meno una decisione, dato il danno irrimediabile al cervello. Questo é stato confermato dai medici.
Il punto é un altro e ruota attorno ad un concetto cardine che trova radice sia nel credo religioso sia nella natura umana: la speranza. La Speranza é il seme stesso della vita, ne diventa quindi il motore, ne esalta il valore, l’accompagna per tutto il suo corso. E se nel corso della vita, questa stessa vita subisce una violenza del genere, il corpo appassisce, ma la speranza ardente che per miracolo possa riprendersi rimane, persevera. Rimane e persevera solo nei cristiani e negli uomini di fede, sia come protagonisti diretti della tragedia che come assistenti amorevoli degli infermi in questione. Così, senza troppi dubbi, Crisafulli da uomo credente non avrebbe mai voluto che gli si staccasse alcun sondino, tanto meno la sua famiglia. Ma Eluana, vissuta in una famiglia laica, avrebbe avuto lo stesso pensiero di 17 anni fa, un pensiero senza speranza né in Dio né nella scienza, come il pensiero del padre. Tanto meno la ragazza avrebbe potuto maturare in coscienza un percorso spirituale arrivando a cambiare idea, poiché il distacco della corteccia cerebrale le aveva causato danni irreversibili.
Il mio punto é: é vero che il legislatore può essere cristiano, ma é anche vero che deve cercare di curare gli interessi di tutti, anche di quella parte in minoranza che chiede il diritto alla morte, in un caso di SVPcome questo, sotto testamento biologico. Tralasciando il caso Englaro, perché non sapremo mai se la donna effettivamente conservasse alcune funzioni, seppur minime, all’interno, che le consentissero di percepire in lontananza la realtà, chiediamoci: l’eutanasia, esclusivamente laica, é un diritto alla libertà che non può essere negato agli individui che ne fanno richiesta, in particolari e circoscritte situazioni in cui la morte é inevitabile e l’agonia atroce?
La mia posizione é semplice: l’eutanasia non é la soluzione. Orribile, abominevole lasciare un infermo morire di fame e di sete. E’ un fatto gravissimo e, ahimé, non posso neanche dire “disumano” poiché sono stati uomini pienamente consapevoli a far muovere i meccanismi giuridici prima e scientifici poi in questa macchina complessa che é il nostro sistema.
Lo Stato deve promuovere il principio di speranza che é totalmente opposto all’eutanasia. Ma se la speranza é il cuore pulsante dei fedeli e non tocca minimamente la visione laica, come può lo Stato non tenerne conto? Come può imporre una propria visione di fronte ad una richiesta disperata da parte di infermi che di vivere proprio non ne possono più?
Si parla di omicidio di Stato. Ma se tramite testamento biologico il soggetto decide del proprio avvenire, non é forse libertà di scelta?
L’orrore é che la libertà per molti vede come sbocco la morte e non la speranza. Questo é il fatto gravissimo.
13 febbraio 2009 at 18:43
Stai commettendo un grosso errore con la frase
“intorno ad una legge sul “fine vita” (che è solo un eufemismo di bassa lega per dire “morte”)” perchè non si tratta solo della morte ma anche della sofferenza pre-decesso. Un malato di Aids, di tumore,… soffrono moltissimo non nelle ultime due ore di vita, ma mesi…
Ti pare che ad una persona possa far piacere vedere un proprio caro prendere la morfina 3-4 volte al giorno per un lungo periodo perchè non soffra? A me è capitato.
Riguardo alla Chiesa che da insegnamenti e il legislatore li recepisce, vorrei ricordare che come tu sei libero di essere credente io sono libero di non esserlo o di professare un’altra religione. Altrimenti se si fanno delle leggi che ricalcano la dottrina della Chiesa Cattolica tantovale che rimettiamo la religione di Stato.
13 febbraio 2009 at 18:50
avevo scritto un post qualche giorno fa
http://descantabauchi.wordpress.com/2009/02/06/eluana/
in cui ho esordito in questo modo
“Mi sono sempre astenuto dal commentare le vicende riguardanti questo caso perchè credo che la scelta sia del tutto dolorosa e personale.
Credo che la vita sia nelle nostre mani e nelle mani di nessun altro. Per questo motivo sono contrario alla pena di morte.
Credo che quando non si può decidere ognuno di noi debba avere qualcuno che possa prendere la decisione giusta al suo posto.
Per questo amiamo.”
Questo non ti convincerà di certo (e nonlo voglio fare) ma ti può far capire cosa frulla nella testa a chi non la pensa come te.
14 febbraio 2009 at 11:56
Ma l’essenza della democrazia è proprio questa: una maggioranza di cittadini elegge dei rappresentanti per governare TUTTI i cittadini dello stato. Se il parlamento o il governo recepiscono nella loro azione alcuni principi della dottrina della Chiesa, cosi come fanno con mille altre sorgenti (e non tutte palesi), lo fanno proprio in nome del popolo.
Mettiamo il caso che il parlamento emani una legge ispirata ai principi di un filosofo/economista/think tank di cui non condivido il pensiero: posso contestare il merito della legge, ma non il diritto di chi la emana di ispirarsi e di chi l’ha ispirata di parlare.
14 febbraio 2009 at 12:16
La scelta è personale. La scelta è sempre personale. E se tutta la questione fosse stata lasciata nell’ambito personale allora non saremmo qui a discutere.
Ma (!) tutta la vicenda di Eluana è stata gettata nell’agone giudiziario e politico non dalla politica, non dai giornali e neanche dalla Chiesa. E’ stata una libera scelta (sic!) del signor Englaro di usare la sua situazione familiare come grimaldello per introdurre in Italia il testamento biologico e l’eutanasia. E’ stato lui, e non altri, a rivolgersi alla magistratura e a combattere per 17 anni. Per diciassette anni! Se davvero avesse tenuto al bene di sua figlia per come lo intendeva lui l’avrebbe portata in Svizzera o altrove e avrebbe risolto la cosa in un paio di giorni.
Per questo io ho il diritto e il dovere di commentare la vicenda.
14 febbraio 2009 at 12:44
Come ho già scritto, spero tu abbia le prove di quel che dici e dimostrarlo in tribunale perchè è calunnia (ovviamente ti stai riferendo, come sto facendo io ora, anche a qul che hai scrittto sul blog di cocodix).
Ricordati che i cattolici sono un sottoinsieme degli italiani, e non una partizione.
La legge deveessere uguale per tutti, che rispetti tutti. Se io non mi sento rispettato la legge è imperfetta. Per quello eleggiamo un parlamento che deve legiferare.
Una legge sulla eutanasia rispetta la liberta del cattolico di non eseguirla: non c’è nessuna imposizione. AL contrario, con il nuovo ddl, impone a me, non-cattolico qalcosa, ovvero il pensiero cattolico. E non lo trovo giusto.
Se al contrario ci fosse una legge che, nel caso di morte cerebrale o di coma vegetativo profondo, obbligasse a staccare la spina io non sarei d’accordo: seppur irreversibile, chi è credente deve poter esercitare il diritto di “morte naturale”.
Vedi che ora le due versioni combaciano? Se tutti i poltici fossero atei la legge potrebbe prevedere il non accanimento terapeutico forzato. Cosa capibile dal punto di vista scientifico, ma non dal punto di vista del proprio credo. Eppure sarebbe una legge fatta dal parlamento che sei obbligato a rispettare.
Ho mai detto che la Chiesa deve tacere? ho mai detto che i cattolici del parlamento non possono votare secondo coscienza? Ho solo detto che però loro hanno un mandato da tutti i cittadini. E devono pensare a tutti. Se tutti i parlamentari fossero cattolici non avremmo la pillola anticoncezionale, per esempio, o l’aborto in casi gravissimi di salute per la donna. E, come la storia ha dimostrato, sarebbe stato un grave errore.
16 febbraio 2009 at 12:33
Perfavore non ventilare ipotesi di citazioni in giudizio per un commento in un blog: è ridicolo e borioso.
Io parlo a ragion veduta, basta prendere l’ultimo libro del professor Maurizio Mori “Il caso Eluana Englaro”, libro che vanta la prefazione dello stesso Beppino Englaro, e ci troverai chiaro e palese quanto da me scritto: la volontà di fare di questo caso un mezzo per cambiare i principi dello Stato riguardo all’eutanasia. Un paio di estratti puoi trovarli qui e qui
16 febbraio 2009 at 14:07
La calunnia su un blog equivale ad una su stampa o per strada. E ci sono già delle leggi in proposito.
Inoltre se fossi stato attento, soprattutto ai giornali di cui linki le news, a giorni vareranno la nuova legge in cui ti possono chiudere il blog in caso di denuncia.
E’ Maurizio Mori che parla, non Englaro.
Hai fatto tue come verità le parole di una persona, non l’hai presa come idea e con il beneficio del dubbio.
“E’ stata una libera scelta (sic!) del signor Englaro di usare la sua situazione familiare come grimaldello per introdurre in Italia il testamento biologico e l’eutanasia.”
Non v’è dubbio, come fosse un dato certo.
(non esistono princìpi dello stato, altrimenti non si parlava di vuoto legislativo).
17 febbraio 2009 at 19:13
D’altronde basta leggere
24 febbraio 2009 at 13:14
Ehhh, ma che citazioni in giudizio! jacop ha detto quello che hanno pensato in moltissimi: ma se é davvero come diceva Beppino, che voleva liberare Eluana che soffriva tanto e voleva fare solo la sua volontà (presunta volontà raccolta da indizi… mah!), perché accidenti non l’ha portata in Svizzera, ma l’ha lasciata per ben 17 anni in quello stato?
La sofferenza in cui ha lasciato la figlia è valsa la sua battaglia giuridico-politica? Ma che cavolo gliene fregava di introdurre il testamento biologico in Italia difronte all’atroce stato della figlia? Un padre mette davanti l’ideale o il bene del figlio? Se sapeva che era contro la volontà di Eluana vivere in quel modo, perché diavolo l’ha lasciata 17 anni così? Semplice: perché voleva che lo Stato legittimasse l’omicidio. Perché, giriamo la frittatina come ci pare, ma di omicidio si tratta!
Insomma sono domande legittimissime. La vita di quest’uomo è stata una tragedia e occorre rispettarne il dolore.
Io sono contro l’eutanasia perché cattolica, ma l’atteggiamento di Beppino lascia una zavorra di dubbi.
23 marzo 2009 at 01:27
Ciao.Che fine hai fatto?
24 marzo 2009 at 16:26
Ciao. Chiedo scusa a tutti i visitatori del sito, ma nelle ultime settimane ho avuto un periodo di lavoro molto intenso ed il blog è rimasto indietro…
Recupererò a breve.